Cenni Storici

Un eroe cittadino è invece Pànera (panna in vernacolo) da Bruzzano. Nel 1245 il focoso re Enzo, figlio naturale di Federico II, durante una delle periodiche incursioni nel Milanese, lo sfida. Ma questi, con un violento colpo d’asta, lo disarciona. L’imprudente sovrano, lontano dai suoi, viene circondato e imprigionato. Verrà restituito – pare – con uno scambio di prigionieri, e ad una condizione: che l’imperatore non si spinga più nel Milanese. Tale condizione verrà rispettata.
A quel tempo Bruzzano è sede, oltre che di pieve (nel 1288 sono 23 chiese, in tutto 29 altari), anche di un monastero, la cui badessa nel 1266 vende alcuni terreni ai Torriani, signori di Milano. Non vi mancò una cospicua famiglia, i da Bruzzano. A questa famiglia appartennero Gerardino e Giacomo, nel 1297 gli unici notai addetti in città all’ufficio degli appelli ai giudici imperiali. Nel 1347 don Gervasio da Bruzzano donò alla chiesa cittadina di S. Maurilio un messale, in cui è ritratto ai piedi della croce (è il codice Palatino lateranense 506 della Biblioteca vaticana).
In seguito, per i signori di città, la terra diventa un paradiso agreste: fra gli altri vi possiedono una casa di delizia gli Sforza, una villa i Del Maino, proprietari terrieri anche nella vicina Affori. Di questi Gabriele, abate benedettino, vi soggiorna per lo meno dal 1460 al 1474, godendo anche i redditi ecclesiastici.
Tranquilla, amena villeggiatura ancora nel Settecento, ma recondita alle vie di traffico, subisce dalle truppe straniere di passaggio: saccheggi, ricatti, estorsioni, violenze, di cui in città non si viene neppure a sapere. Bresso la sostituisce come pieve (1839), il comune di Affori pù tardi l’assorbe. Dai 1100 abitanti nel 1835, si passa ai 1800 al volgere del secolo.