Cenni Storici

La chiamavano Bruzzano dei Due Borghi: Co’ de sora e Co’ de sott (capo di sopra e capo di sotto). Il primo si trovava a monte, raccolto attorno alla modesta chiesa (molto più piccola dell’attuale). Un viale alberato, aperto nell’Ottocento, scendeva perpendicolarmente a una strada che faceva vertice con la Comasina, su cui erano allineati lunghi cascinali, qualche villa, un castello; l’odore dei campi si confondeva con quello dei superbi giardini che inglobavano i due abitati.
Il comune di Bruzzano viveva dei suoi 312 splendidi ettari a frumento, granoturco, segale, miglio, uva da vino, patate, cipolle, legumi, gelsi.
Per le donne c’erano due filande di seta e tre filatoi. Gli uomini, non richiesti in campagna, raggiungevano la città ogni mattina a piedi, zoccoli in spalla (la pelle si rifà, gli zoccoli bisogna comperarli) che si rimettevano per educazione all’ingresso dei paesi. Erano tutti falegnami e muratori.
Anche nella miseria si conosceva la gioia: quando nevicava e si era chiamati a spalare e trasportare la neve nel giardino Ponti, alla fabbrica del ghiaccio La Lombarda, a Co’ de sott, dove i macellai di Affori depositavano la carne. Soltanto poche decine di operai erano stabilmente occupati in una tintoria, una fabbrica di chiodi e una di lamiere.
A villa Ponti, poi Mangili, si giravano film. In proposito si racconta che una volta le comparse – tutta gente del posto ben lieta di indossare per un giorno gli abiti dei signori – si scottarono nell’incendio di un colossale castello di cartapesta. Villa Mangili era la casa più bella dei due borghi: il palazzo guardava con due logge sovrapposte del Settecento sulla corte centrale, mentre un torrione angolare cilindrico, con tanto di trifore, puro Quattrocento, dominava tutta Bruzzano. Lungo via Fontanelli era allineata la cappella di Santa Maria Nascente, seguita a mattina da un elegante ingresso al parco Mangili. Una lapide latina a caratteri gotici la diceva fondata nel 1304 da frate Lanterio Piallo, suo patrono , in presenza del prevosto di Bruzzano e di altri due frati (nobili cioè fregiati di un cavalierato religioso). Capo di sotto era denominato allora capo delle vendemmie. Tranne per un periodo sotto i del Maino, resto ai Pialli, detti poi Padulli, che secondo un’altra lapide la ricostruirono in sobrio barocco (1658). Fu demolita intorno al 1970.